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Lettera a mio padre, Edmondo Pietrangeli
Caro papà,
tu vivi ancora: nel ricordo di tutti, ma non solo.
Vivi veramente: nel volto di Fabio, nell'azzurro cielo degli occhi di Fulvia, nella serena calma di Marina, nella mia voce. Ed ancora, tu vivi nell'amore mio per i bimbi, di Fabio per il sociale, di Marina per tutto quanto è bello, di Fulvia per la musica e il canto, nell'amore che ci lega l'un l'altro e in quello che sappiamo dare alla gente.
Ti vedremo ancora: nella saggezza e nella concretezza di Fabio, ma anche - dicono - nella mia impulsività, intraprendenza e voglia di novità, nella prontezza e nella dolcezza di Fulvia e nella disponibilità e nella pazienza di Marina. Sarai ancora con noi: nei miei astratti silenzi come nelle fragorose risate di Marina, nelle battute di Fabio come nei richiami di Fulvia, e in tanti altri nostri piccoli e grandi gesti quotidiani. E inoltre, in qualche modo, persino nelle cose belle che hai realizzato: come non crederti freneticamente indaffarato dietro casa, all'Acquabella, soprattutto nelle belle giornate che ancora lì trascorreremo?
Ma, pur mettendo insieme tutte queste cose e cercando in tutti i modi di imitarti, siamo pienamente consapevoli che nessuno di noi potrà mai uguagliarti: nella vastità dei tuoi interessi, nel tuo profondo amore per la conoscenza e nella capacità e nella voglia di farne partecipi gli altri con semplicità e senza ostentazione; nel gusto per la risoluzione dei problemi più difficili con una incredibile abilità organizzativa, nella capacità di stare con gli altri, di saper ascoltare tutti e di dare a piene mani senza nulla chiedere in cambio.
Nella gioia che solo tu sapevi trovare così grande nel lavoro e nello studio come nella politica, nell'entusiasmo per mille e mille nuove iniziative; nella tua lungimiranza e nella conseguente capacità di perseguire i tuoi obiettivi con una tenacia che spesso sfiorava l'ostinazione: anche e soprattutto quando eri solo contro tutti, ma con l'intima assoluta certezza che il tempo ti avrebbe reso giustizia, sempre.
La tua capacità di sapere alla perfezione quando era il caso di attendere, quando invece quello di agire fulmineamente, la tua tempestività insomma, unitamente ad una forza di volontà ciclopica, potevano far sembrare spesso facili delle conquiste ottenute invece col coltello tra i denti. E questo anche perché, grazie al tuo spirito di abnegazione, tutto facevi col sorriso sulle labbra, senza voler mai mostrare a chi ti stava vicino, quasi per un incomprensibile pudore, la tua fatica, le pene e gli affanni che pure tu hai avuto, e Dio sa in che misura!
Ma in quante cose ancora sei stato unico, oltre che nella tua capacità di sofferenza: nello spirito di adattamento, nella tua essenzialità e semplicità, nell'enorme potere di sintesi, nell'andar dritto al cuore del problema, nella tua personalissima capacità di smorzare i contrasti e le sterili polemiche spessissimo anche soltanto col silenzio, accettando persino di passare per superficiale, tu che eri così profondo. Nell'offrire sovente la tua amicizia anche a chi sapevi insincero, nel perdonare tutti, nell'incapacità assoluta di volere il male di chi anche te ne avesse arrecato, nella Fede che hai sempre manifestato.
E mille altri tuoi pregi potrei elencare, senza alcuna paura di esagerare, se non per difetto, e questo sa chiunque ti ha conosciuto.
Ma, caro papà, penso di conoscere il segreto incantesimo che ti ha permesso di essere ciò che sei stato: sei sempre riuscito, nonostante tutto e chissà come, a conservare immutato fino alla fine lo splendido bambino che era in te.
E, per nostra e loro fortuna, per questo e in questo rivivrai anche nei tuoi adorati nipotini: nella sfrenata e chiassosa voglia di vivere di Edmondo jr., nella curiosità di Vittoria, nella disarmante capacità di stupirsi di tutto di Valerio, nella loro vivacità e intraprendenza, e in tutti i pregi dei figli dei figli dei figli dei tuoi figli, fino a che Dio vorrà.
Sarai, così, presente a noi e a loro, come e paradossalmente più di prima, e tutti ti sentiremo vicino continuamente, profondamente: a Nocciano come a Ortona, ed ovunque andremo sarai lì, con ognuno di noi e tra noi, nel “Clan” che tu vedevi e che noi forse solo ora vediamo, a consolarci ed incoraggiarci con il tuo sorriso benedicente e la gioia vera di sempre, in un rapporto misteriosamente ancora più fecondo.
Il Tuo Massimo
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